News

Nuovo CCNL Funzioni centrali 2025-2027: aumenti, lavoro agile e cosa cambia per i dipendenti

| Redazione PAcard
Nuovo CCNL Funzioni centrali 2025-2027: aumenti, lavoro agile e cosa cambia per i dipendenti
Il nuovo CCNL Funzioni centrali 2025-2027 introduce aumenti, arretrati, maggiore flessibilità, novità sul lavoro agile e tutele sull’intelligenza artificiale. Ecco a quali dipendenti pubblici si applica e cosa cambia concretamente.

Il nuovo CCNL Funzioni centrali 2025-2027 è stato sottoscritto definitivamente il 6 agosto 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 ottobre. Introduce aumenti degli stipendi tabellari, nuove regole per progressioni economiche, orario flessibile, lavoro agile, formazione e utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Non riguarda però tutti i dipendenti pubblici. Il contratto si applica principalmente al personale di Ministeri, Agenzie fiscali ed enti pubblici nazionali non economici. Restano esclusi, perché regolati da altri contratti o ordinamenti, dipendenti di Comuni e Regioni, personale scolastico e sanitario, Forze dell’ordine, Forze armate e Vigili del fuoco.

Vediamo quindi chi è coinvolto e quali cambiamenti può trovare concretamente nello stipendio e nell’organizzazione del lavoro.

A quali dipendenti pubblici si applica il nuovo contratto

Il CCNL Funzioni centrali 2025-2027 pubblicato in Gazzetta Ufficiale si applica al personale non dirigente, con contratto a tempo indeterminato o determinato, appartenente alle amministrazioni del comparto.

Tra i principali destinatari rientrano i dipendenti di:

  • Ministeri;
  • Agenzia delle Entrate;
  • Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;
  • INPS e INAIL;
  • enti pubblici nazionali non economici;
  • AGID;
  • ENAC;
  • altre agenzie e amministrazioni centrali comprese nel comparto.

Sono inclusi anche gli ufficiali giudiziari e alcune categorie di personale italiano assunto dal Ministero degli Affari Esteri nelle sedi diplomatiche, consolari e negli Istituti italiani di cultura all’estero.

Il contratto non si applica direttamente ai lavoratori di scuola, università e ricerca, Sanità pubblica, Comuni, Province e Regioni. Non riguarda neppure il personale appartenente a Forze armate, Forze dell’ordine e Vigili del fuoco, che segue discipline differenti.

Questa distinzione è importante: essere dipendente pubblico non significa automaticamente appartenere al comparto Funzioni centrali.

Aumenti di stipendio: gli importi previsti dal nuovo CCNL

Il contratto aumenta gli stipendi tabellari con decorrenze progressive dal 1° gennaio 2025, dal 1° gennaio 2026 e dal 1° gennaio 2027.

Gli incrementi mensili lordi previsti a regime dal 2027, corrisposti per tredici mensilità, sono:

  • 221 euro per l’Area delle elevate professionalità;
  • 161,80 euro per l’Area dei funzionari;
  • 133,20 euro per l’Area degli assistenti;
  • 126,60 euro per l’Area degli operatori.

Si tratta di importi lordi e comprensivi dell’anticipazione già riconosciuta in precedenza. Di conseguenza, l’incremento effettivamente visibile nel cedolino non corrisponde necessariamente all’intera cifra indicata nella tabella: bisogna sottrarre quanto già erogato e considerare ritenute fiscali e previdenziali.

L’articolo 35 del nuovo CCNL stabilisce che gli aumenti siano riconosciuti per tredici mensilità e secondo le decorrenze indicate nelle tabelle contrattuali.

Arretrati: perché l’importo cambia da un dipendente all’altro

Poiché gli aumenti decorrono da date precedenti alla firma definitiva, ai dipendenti interessati spettano anche gli arretrati.

L’importo non è uguale per tutti. Dipende da:

  • area professionale di appartenenza;
  • mesi di servizio utili;
  • rapporto a tempo pieno o part-time;
  • somme già corrisposte come anticipazione contrattuale;
  • eventuali periodi senza retribuzione;
  • ritenute fiscali e contributive applicate.

Per verificare il pagamento è necessario controllare il cedolino, distinguendo lo stipendio tabellare aggiornato dagli arretrati riferiti ai mesi precedenti. Non bisogna quindi moltiplicare semplicemente l’aumento a regime per il numero dei mesi trascorsi: una parte delle somme potrebbe essere già stata anticipata.

Progressioni economiche: come cambiano i differenziali stipendiali

Il contratto aggiorna anche le regole delle progressioni economiche all’interno delle aree. I cosiddetti differenziali stipendiali sono aumenti stabili della retribuzione riconosciuti attraverso procedure selettive.

Non vengono attribuiti automaticamente a tutto il personale. Il numero delle progressioni disponibili dipende dalle risorse destinate a questo scopo nella contrattazione integrativa della singola amministrazione.

La graduatoria deve tenere conto principalmente di:

  • valutazioni individuali degli ultimi anni;
  • esperienza professionale maturata;
  • capacità e competenze acquisite, anche attraverso la formazione.

In generale può partecipare chi non ha ottenuto un’altra progressione economica nella stessa area negli ultimi tre anni. La contrattazione integrativa può ridurre questo intervallo a due anni oppure elevarlo a quattro.

L’articolo 16 del CCNL prevede inoltre la possibilità di riconoscere un punteggio aggiuntivo ai dipendenti che non conseguono progressioni da più di sei anni.

Orario flessibile anche per i pendolari

Una novità di interesse quotidiano riguarda la flessibilità in entrata e in uscita.

Il contratto conferma la possibilità di utilizzare entrambe le fasce di flessibilità nella stessa giornata, compatibilmente con le esigenze di servizio. L’eventuale debito orario deve essere recuperato entro il mese successivo secondo le modalità concordate con il dirigente.

Devono essere favoriti, quando possibile, i dipendenti che:

  • usufruiscono delle tutele legate a maternità o paternità;
  • assistono familiari con disabilità grave;
  • hanno figli che frequentano nido, scuola dell’infanzia o primaria;
  • assistono nello studio figli con disturbi specifici dell’apprendimento;
  • svolgono attività di volontariato;
  • affrontano spostamenti particolarmente gravosi per raggiungere la sede di lavoro.

L’inserimento esplicito dei pendolari non significa che ogni dipendente possa scegliere liberamente il proprio orario. L’amministrazione deve comunque conciliare le esigenze personali con il funzionamento degli uffici.

Lavoro agile e remoto: più attenzione a salute, genitorialità e assistenza

Il contratto distingue tra lavoro agile e lavoro da remoto.

Il lavoro agile resta volontario e consensuale. Può essere utilizzato dal personale a tempo pieno o parziale e con contratto a tempo indeterminato o determinato, ma soltanto per le attività individuate dall’amministrazione come compatibili. Sono esclusi, per esempio, lavori in turno e attività che richiedono strumentazioni non utilizzabili a distanza.

Il nuovo articolo sull’accesso al lavoro agile consente di ampliare, attraverso l’accordo individuale, il numero delle giornate a distanza per chi documenta particolari esigenze di salute, assiste familiari con disabilità grave oppure beneficia delle tutele per la genitorialità.

Il lavoro da remoto mantiene invece un preciso vincolo di orario e può essere svolto dal domicilio, in spazi di coworking o presso centri decentrati. Al lavoratore restano garantiti trattamento economico, pause, riposi e permessi previsti per il lavoro in presenza.

Non nasce quindi un diritto generalizzato a lavorare da casa: occorrono attività compatibili, consenso, accordo individuale e organizzazione da parte dell’amministrazione.

Permessi per gli screening oncologici dai 50 anni

Dal 1° gennaio 2027 i dipendenti che hanno compiuto 50 anni avranno a disposizione sette ore di permesso retribuito ogni cinque anni per effettuare screening oncologici.

Il permesso si aggiunge alle ore già previste per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici. Può essere utilizzato aderendo alla lettera d’invito inviata dalla ASL e non è frazionabile in periodi inferiori a un’ora.

La misura è prevista dall’articolo 24 del nuovo contratto.

Intelligenza artificiale: quali garanzie per i lavoratori

Per la prima volta il contratto dedica un intero titolo all’impiego dell’intelligenza artificiale nel rapporto di lavoro.

I sistemi utilizzati dalle amministrazioni devono essere sicuri, affidabili e trasparenti, rispettare la dignità del lavoratore e proteggere i dati personali.

Quando algoritmi o strumenti di intelligenza artificiale possono incidere sull’organizzazione del lavoro, sulle attività assegnate, sull’intensità della prestazione, sulla salute e sicurezza oppure sulla valutazione della performance, l’amministrazione deve fornire preventivamente informazioni sulle finalità, sui dati trattati e sui criteri generali di funzionamento.

Il contratto prevede inoltre formazione per un utilizzo responsabile degli strumenti. L’introduzione dell’intelligenza artificiale non viene quindi considerata soltanto un aggiornamento tecnologico, ma un cambiamento capace di produrre effetti diretti sul lavoro dei dipendenti.

Formazione e “patentino delle competenze”

Il nuovo sistema di formazione punta a collegare maggiormente l’aggiornamento professionale con progressioni e incarichi.

Alcuni percorsi potranno concludersi con una certificazione formale delle competenze acquisite, definita dal contratto “patentino delle competenze”. Le informazioni sulle attività svolte dovranno essere inserite nel fascicolo personale, al quale il dipendente può accedere.

La formazione organizzata dall’amministrazione è considerata servizio a tutti gli effetti e deve svolgersi normalmente durante l’orario di lavoro. Il contratto stabilisce inoltre che le attività formative siano accessibili anche ai dipendenti con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento.

FAQ sul CCNL Funzioni centrali 2025-2027

Il nuovo CCNL riguarda tutti i dipendenti pubblici?

No. Riguarda il personale non dirigente di Ministeri, Agenzie fiscali, enti pubblici non economici e altre amministrazioni comprese nel comparto Funzioni centrali.

Il contratto si applica ai dipendenti comunali?

No. I dipendenti di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni appartengono al comparto Funzioni locali.

Gli aumenti indicati sono netti?

No. Gli importi contrattuali sono lordi e comprendono anticipazioni già corrisposte. Il netto dipende dalle ritenute e dalla situazione individuale.

Gli arretrati spettano a tutti nella stessa misura?

No. Cambiano in base all’area professionale, ai mesi utili, al tipo di rapporto e alle somme già ricevute.

Il nuovo contratto concede più giorni di smart working?

Non stabilisce un numero uguale per tutti. Consente però di ampliare le giornate a distanza per particolari esigenze di salute, genitorialità o assistenza, attraverso l’accordo individuale e nel rispetto dell’organizzazione dell’amministrazione.

Le sette ore per screening oncologici sono annuali?

No. Dal 2027 spettano sette ore complessive nel quinquennio ai dipendenti che hanno compiuto 50 anni e aderiscono all’invito della ASL.

Fonti bibliografiche:

  • Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 229 del 2 ottobre 2026, CCNL del personale del comparto Funzioni centrali – triennio 2025-2027.
  • ARAN, CCNL Comparto Funzioni centrali 2025-2027, sottoscritto definitivamente il 6 agosto 2026.
  • ARAN, CCNQ per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva 2025-2027, 28 ottobre 2025.
  • CCNL Funzioni centrali 2025-2027, articoli 13-16, 20, 24, 31, 33-36 e relative tabelle economiche.
  • Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

© 2022 - 2026 PAcard.it è un servizio offerto da Seller4You S.r.l. titolare della piattaforma - Cernusco sul Naviglio (MI) - P.IVA e C.F. 12198180965